Sicurezza e impiego enologico dell’anidride solforosa

La chimica che è stata uno strumento rivoluzionario degli anni del boom economico è oggi oggetto di riflessione in alcuni dei settori dove è largamente impiegata (agricoltura, trasformazione alimentare, medicina, ecologia). Le organizzazioni internazionali preposte al controllo dei cibi e dei loro effetti sulla salute dei consumatori sono da anni impegnate a denunciare i principi attivi che causano malattie dirette e indirette.

I prodotti chimici hanno sicuramente facilitato il lavoro in campagna (produzione) e nella trasformazione (industria alimentare) semplificando le tecniche, riducendo i costi (in primis manodopera) e garantendo assoluta stabilità e durata dei prodotti alimentari.

Nel contempo si è però constatato che le stesse sostanze chimiche procurano effetti collaterali dannosi e in casi limite, disturbi seri alla salute (di operatori e consumatori) e all’ambiente in cui viviamo.(inquinamento)

L’anidride solforosa e i suoi derivati (solfiti) rappresentano un gruppo di additivi da lungo tempo utilizzati nell’industria alimentare con duplice azione, antiossidante e antisettica. Gli additivi sono composti addizionati a numerosi prodotti alimentari, così come a farmaci e cosmetici, volontariamente, cioè per decisione del produttore, nella maggior parte dei casi la loro presenza deve essere riportata in etichetta. Alcuni di questi composti possono evidenziare manifestazioni cliniche di una preesistente malattia atopica, ovvero, occasionalmente, essere, loro stessi causa di sensibilizzazione allergica. Infatti gli alimenti tal quali o gli additivi contenuti possono provocare, per ingestione, in soggetti sensibili condizioni morbose anche gravi, per ragioni e attraverso meccanismi diversi. Le forme di ipersensibilità vengono distinte in allergiche, quando prevedono la reazione del sistema immunitario nei confronti della sostanza ingerita (allergene) o non allergiche dette anche intolleranze se dovute a carenze enzimatiche (es intolleranza al lattosio) o a disturbi nell’assorbimento intestinale (intolleranza al glutine). Le manifestazioni allergiche sono molto più rare delle intolleranze (0,5% della popolazione per le prime contro percentuali oscillanti tra il 20% e il 40% per le forme non allergiche) e possono indurre manifestazioni somatiche più o meno violente (gonfiore addominale, ingrossamento della glottide, mal di testa, infiammazione dei bronchi, polmoni e occhi, prurito, eczema atopico, alcune forme di orticaria e di infiammazioni gastrointestinali) Tra i principali additivi che in letteratura vengono indicati come responsabili di crisi allergiche sono: solfiti, silicati, benzoati, gomme vegetali, glutammato monopodico, acido formico, alcuni aromi come vanillina e coloranti come la tartrazina e il rosso carminio Nelle commissioni mediche a difesa della salute del consumatore i solfiti sono conosciuti come agenti allergici da una decina di anni ma solo quando queste intolleranze colpiscono un certo numero di soggetti (5 x mille) allora si prendono provvedimenti, quali denunciare alle istituzioni preposte di prendere provvedimenti come l’imposizione di scrivere in etichetta CONTIENE SOLFITI Tra le sostanze che possono causare patologie in soggetti sensibili vi è il gruppo dei cosiddetti solfitanti che comprende vari additivi a base di solfito inorganico (E 220- 223-224-228) tra cui il solfito di sodio, il bisolfito di potassio e il metabisolfito, contenente biossido di zolfo. I solfiti vengono addizionati in virtù delle loro proprietà antiossodanti e antimicrobiche, a numerosi alimenti: baccalà, crostacei e cefalopodi freschi, (per ritardarne l’invecchiamento) o surgelati, biscotti secchi, snack a base di cereali e patate, patate sbucciate, patate disidratate, farine e fiocchi di patate gnocchi, ortaggi sott’aceto e sott’olio, funghi lavorati o secchi, frutta secca, canditi, marmellate e confetture, mostarda, condimenti a base di limone, gelatine e zucchero, nella birra e nel vino Inoltre all’interno dell’apparato digerente si assiste ad una formazione continua di solfiti nel corso della metabolizzazione degli amminoacidi contenenti zolfo. Il principale effetto negativo dell’anidride solforosa in individui non affetti da ipersensibilità è connessa all’azione degradativa a carico della vitamina B1, la cui carenza nell’uomo può provocare significative alterazioni a carico del metabolismo degli zuccheri (diabete). Dal punto di vista tossicologico i solfiti non sembrerebbero additivi particolarmente dannosi in dosi di 1,5 gr di SO2 x kg di peso corporeo, ma le possibili fonti di assunzione con l’alimentazione risultano molteplici, come sopra illustrato. Il dato complessivo sottolinea come la somma delle quantità assunte da un consumatore medio del peso di 70 kg nell’arco di una giornata rischi di risultare significativamente superiore alla dose giornaliera massima accettabile (49 mg/die) Nei soggetti sensibili ai solfiti possono scatenare, asma, difficoltà respiratoria, fiato corto, respiro affannoso e tosse. Tali soggetti devono limitarne il più possibile l’ingestione perché le conseguenze le conseguenze di una ingestione eccessiva possono essere particolarmente gravi e in alcuni casi fatali. Da qui le varie organizzazioni di controllo in testa la Food and Drugs Amministation (USA) hanno stabilito che gli alimenti (tra cui il vino) aventi un contenuto di solfiti superiore alla soglia di 10 mg/kg o litro devono riportarne il superamento in etichetta. La conversione dei solfiti in solfati avviene durante il passaggio attraverso l’apparato digerente. Nello stomaco, dove il PH è molto basso in fase di digestione, l’ossidazione è molto lenta, mentre risulta assai più rapida nell’intestino e nel sangue (PH subalcalino). L’irritazione gastrica dipende dal fatto che i solfiti, a reazione decisamente acida, liberano anidride solforosa, che provoca una sensazione dolorosa accompagnata a vomito se la dose di anidride solforosa ingerita supera i 3,5 mg/kg di peso (avvelenamento acuto). La trasformazione dei solfiti in solfati avviene grazie all’intermediazione di una emoproteina (solfito-ossidasi) che contiene molibdneno, abbondante soprattutto nel fegato e nei reni. La sensazione del famoso cerchio alla testa che si può verificare dopo ingestione di una dose significativa di anidride solforosa sembrerebbe proprio legata all’azione di questa emoproteina che impiegando sia pure in quantità limitate l’ossigeno nella formazione di solfati, delimiterebbe l’afflusso al cervello, che reagisce con la nota sintomatologia dolorosa.

articolo tratto da www.assiria.it

Maggio 4, 2009. salute e benessere. Nessun Commento.

Chiedi al Tuo Corpo

Le prove kinesiologiche sono un metodo facile per chiedere al nostro corpo di quali erbe o integratori abbiamo bisogno.

Il test funziona escludendo la parte cosciente del sistema nervoso e portando le nostre domande direttamente al sistema autonomo e subcosciente del corpo. Poiché questa è la parte del corpo che controlla le cose importanti come il battito cardiaco, la respirazione, la risposta immunitaria e la digestione, è ovviamente anche molto intelligente!

Il corpo dice sempre la verità. Deve farlo per sopravvivere.

Il modo in cui il corpo risponde alle nostre domande è semplice: la verità ci rende forti e le bugie ci rendono deboli. Così come le erbe e gli integratori vantaggiosi ci rendono più forti e gli alimenti pericolosi ci rendono più deboli.

Se ciò che affermiamo è la verità i muscoli interessati nel test kinesiologico risulteranno forti e lo sforzo minimo, se non è la verità o se è solo una parziale verità, sarà necessario uno sforzo molto maggiore. Molti sistemi di salute usano complicate variazioni di questa tecnica, ma questo facile metodo da costantemente risultati onesti.

Il metodo che segue non è basato sulla forza muscolare in sé ma sull’ondeggiamento del corpo sfruttando il magnetismo terrestre..Mentre vi esaminate, non toccate la lingua alla parte superiore della bocca, non incrociate le braccia o i piedi, non osser-vate direttamente luci rosse o gialle luminose o qualcuno negli occhi.

1/ Utilizzate una bussola per trovare il nord magnetico e chiudete gli occhi, o guardate in giù, appoggiatevi bene sui piedi tenendoli spaziati più o meno quanto sono larghe le vostre spalle. Fate l’esame a piedi nudi o con scarpe senza tacco.

2/ Disponete il prodotto da esaminare in una mano e ponetela sul vostro cuore. o sul plesso solare. Appoggiate l’altra mano su quella che sta sopra.

4/ Dite: “Questo prodotto è buono per il mio organismo”, concentratevi in voi stessi, fate un profonda inspirazione e lasciatevi andare.

5/. Dopo alcuni secondi sentirete il vostro corpo cadere in avanti o all’indietro.

Se vi sentite cadere in avanti, significa che il vostro corpo “sta abbracciando” la sostanza ed essa è buona per lui. Se vi sentite cadere all’indietro, il vostro corpo si sta allontanando, ovvero sta respingendo quella sostanza perché la ritiene non salutare.

A volte si ottiene una reazione ben determinata, altre, invece, non si è sicuri della risposta ricevuta dal proprio corpo. Se ritenete che non state ottenendo una risposta specifica, prendete le seguenti misure:

* Ripetete il test accertandovi di fare un profondo respiro e di vuotare la testa da ogni pensiero.

* Bevete un bicchiere di acqua: il vostro organismo potrebbe essere disidratato.

* Se possibile, togliete il prodotto dalla confezione in modo che sia a contatto con la vostra pelle.

* Programmate il vostro corpo, dicendogli che deve andare in avanti se il prodotto gli fa bene (o per dire “sì”) ed all’indietro se gli fa male (o per dire “no”).

Se il vostro corpo apprezzerà un prodotto, per sapere la quantità da assumere, ripetete il processo, questo volta dicendo: “Io ho bisogno di uno capsula al giorno, due al giorno, tre al giorno…” e così via.

Il vostro corpo si inclinerà in avanti mentre contate, ritornando al punto di partenza soltanto quando eccederete la dose migliore.

Provate, sperimentate e preparatevi alla sorpresa la prima volta!

Gennaio 1, 2008. salute e benessere. 2 Commenti.

Guida ai rimedi naturali contro l’insonnia

Sembrerebbe proprio che l’insonnia sia uno dei principali “mali del nostro secolo” a giudicare dall’altissima percentuale di persone che soffrono di disturbi del sonno e dalle quantità ingenti di tranquillanti, neurolettici ed ipnotici in commercio che continuano ad aumetare sempre di più.

Per curare l’insonnia sono stati spesso consigliati farmaci barbiturici, sostanze però che sono state progressivamente abbandonate in quanto tossiche e colpevoli di ridurre considerevolmente la fase REM del sonno, provocando nelle persone difficoltà di memoria, confusione mentale e riduzione dell’attenzione. Al loro posto si sono utilizzati altri due tipi di farmaci: le benzodiazepine, che agiscono nella fase di addormentamento e gli antidepressivi triciclici, capaci di regolare il sonno.

Anche queste due cure non sono però a loro volta perfette! Le due tipologie di farmaci devono essere per cui assunti soltanto se si è sotto stretto controllo medico. Paradossalmente, infatti, in modo particolare i triciclici possono portare il paziente a sviluppare un’insonnia secondaria. In alternativa ci si può comunque affidare a rimedi naturali come l’agopuntura, l’omeopatia, la fitoterapia, la meditazione, lo yoga.

L’insonnia è una delle esperienze più frustranti che si possa immaginare. Una persona su quattro ne soffre a qualche livello e ne paga le spese in termini di efficienza nella vita quotidiana

I bambini non hanno difficoltà a dormire e possono farlo anche sei volte al giorno. Per l’adulto, la cosa non dovrebbe essere molto diversa. Ma in realtà, più si procede con l’età, più si presentano le occasioni per rovinare la nostra capacità di godere di un sonno regolare.

Potrebbe essere ciò che mangiamo o beviamo, oppure l’ora in cui siamo andati a dormire la notte prima…

…possono essere un sacco di cose.

“…Senza saperlo, potresti essere tu stesso la causa della tua insonnia!”

Se solo la gente sapesse qualcosa su come noi stessi siamo la causa della nostra insonnia…..se solo sapesse che bastano pochi, semplici rimedi, del tutto naturali, per incoraggiare il corpo a dormire…

…si potrebbe sconfiggere l’insonnia nel giro di pochissime settimane!

Vuoi sapere come?  continua>>

Agosto 7, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

Il Colorante E 128 è cancerogeno

(tratto da “Green Planet” – 13/07/2007) Il 5 luglio il gruppo AFC  dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha adottato un parere sul colorante alimentare rosso 2G (E 128). L’uso di questo colorante, che è autorizzato soltanto in alcune breakfast sausages (salsicce da prima colazione) e nella carne per hamburger, ha destato potenziali timori per la salute.L’Efsa, l’autorità per la sicurezza alimentare europea, ha stabilito che si tratta di un ingrediente cancerogeno. Chissà quanto ne abbiamo mangiato. O meglio: chissà quanto ne hanno mangiato gli aficionados della carne industriale sotto forma di salsicce e hamburger. Sta di fatto che il colorante rosso E 128 è stato bollato ieri come cancerogeno dall’Efsa, l’autorità dell’Unione Europea per la sicurezza alimentare. L’E 128 è solo il primo dei coloranti su cui si è appuntata l’ attenzione dell’Efsa, intenzionata a riesaminarli tutti dal momento che furono permessi sulla base di studi effettuati anche trent’anni fa. L’E 128 è consentito, nella misura di 20 milligrammi al chilo, appunto in salsicce e hamburger che contengono rispettivamente il 6 e il 4% di cereali. L’Efsa ha appurato che, una volta ingerito, si trasforma in anilina, e l’anilina è cancerogena negli animali: non è possibile, aggiunge l’Efsa, stabilire una dose massima sicura per la salute. Traduzione: è pericoloso anche in quantità minime. Per ulteriori informazioni sulle attività dell’EFSA relative agli additivi alimentari si prega di consultare la pagina web dell’EFSA “Approfondimenti” all’indirizzo: http://www.efsa.europa.eu/it/in_focus/food_additives.html

Luglio 26, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

Musica, Stress e Benessere di Filippo Massara

Nell’ultimo ventennio medici, psicologi, musicoterapeuti, si sono trovati d’accordo nell’affermare che se interrompessimo la nostra giornata lavorativa con due brevi momenti (10/15 minuti ciascuno) dedicati all’ascolto di particolari musiche, accompagnato con alcuni semplici esercizi respiratori e mentali, saremo in grado di accettarci meglio e accetteremo meglio gli altri, vivremmo in poche parole a livelli di stress molto più bassi e accettabili. Il noto musicoterapeuta francese Jacques Jost nel proporre degli spazi di ascolto della musica proprio per i suoi effetti sedativi oltre che dinamizzanti, afferma che paradossalmente queste tecniche musicali anti-stress, come profilassi e prevenzione al sovraffaticamento, sono troppo poco sviluppate in considerazione del fatto che si tratta di metodologie molto piacevoli e di facile utilizzo. continua>>

Aprile 18, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

Ascoltare anima e corpo: le vie naturali per curare depressione, ansia e panico

PANICO? È NATURALE di Stefano Fusi

Forse per comprendere le malattie dell’anima dobbiamo comprendere le malattie del mondo. (James Hillman, psicanalista)

Siamo tutti depressi, stressati e impauriti? Forse non tutti, ma moltissimi. Sempre di più. Così sembrano dirci studi, mass media, grandi esperti. Da quando siamo bambini in poi. E giù con le ricette. E i farmaci. E le terapie. The show must go on, lo spettacolo deve continuare. Dobbiamo riprendere a lavorare, produrre, consumare, non c’è tempo per capire perché non ci piace e non ci soddisfa la vita che facciamo. continua>>

Aprile 18, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

Allergie e intolleranze alimentari

Fino a cinquant’anni fa le parole allergia e intolleranza ricorrevano nelle nostre conversazioni soltanto per alludere alla suocera, al capoufficio… Oggi invece se ne parla tantissimo; persone che diventano allergiche persino all’acqua o al sale che sono i costituenti principali del nostro organismo.
Da alcune statistiche risulta che, riferito all’intera popolazione un 3% soffre di allergie, ma se vengono presi in considerazione i bambini la percentuale sale al 7%.
La salute dell’uomo non può non risentire della cattiva salute del pianeta. Per la prima volta nella storia del mondo l’uomo è sottoposto al contatto con sostanze chimiche non naturali in tutto l’arco della sua vita, fin dalla sua vita fetale. continua>>

Aprile 18, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

I sali minerali del dr. Schuessler

Una alimentazione scorretta, cibi sempre più denaturalizzati, l’inquinamento ambientale, l’assunzione smodata di thè, caffè, cioccolato, il fumo e il modo di vivere sempre più stressante, determinano un’impoverimento dei sali minerali inorganici presenti nel nostro organismo e una generale disarmonia che , secondo il dr. Schuessler, favorisce l’insorgenza di numerosi disturbi e malattie. continua>>

Aprile 18, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

Elettrosensibilità

“L’elettrosensibilità” non è ancora stata classificata come una vera e propria patologia indotta dai campi elettromagnetici. Tuttavia sono stati universalmente riconosciuti alcuni sintomi “non specifici” indotti da essi, curati dalla medicina ufficiale con farmaci specifici per ogni singolo sintomo che fa parte del quadro clinico “elettrosensibilità”.
In seguito alla fortunata scoperta di un rimedio omeopàtico “altamente suggestivo” per la sua cura, finalmente possiamo dare una speranza a coloro che a torto sono stati classificati “malati immaginari”, dando una risposta concreta alle loro richieste di aiuto terapeutico specifico.
Non potevamo difenderci da ciò che non conoscevamo. Ora che abbiamo per così dire “visualizzato” le onde elettromagnetiche attraverso i sintomi che inducono nell’uomo, auguriamoci che il terzo millennio, epoca di sviluppo elettro-tecnologico vertiginoso, sia guidato da uomini che tutelino il bene più prezioso: la nostra salute. Continua>>

Aprile 16, 2007. salute e benessere. 1 Commento.

Parmigiano e OGM

Parmigiano e OGM

Andrea Bonati, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha dichiarato che il latte utilizzato per il parmigiano proviene da mucche alimentate con soia geneticamente modificata.
“Per i mangimi non vale la prescrizione sull’origine delle materie prime, e quindi, poiché leaziende sono costrette a procurarsi soia dai paesi extra Cee, utilizzano anche soia e mais transgenici”. La questione coinvolge direttamente 4.500 produttori di latte che lavorano 2.990.500 forme di fo maggio e 524 caseifici, per un giro di affari di 900 milioni di euro. Di questi caseifici appena venti, sparsi tra Parma, Modena e Reggio Emilia, producono parmigiano biologico: oltre a rispettare il disciplinare del Consorzio, rispettano procedure che vietano gli ogmnell’alimentazione degli animali. Ma chi conosce il parmigiano ogm-free ? Nessuno, perché non è scritto – e non si può scrivere – sull’etichetta. “Il Consorzio – spiega Stefano Redaelli, agronomo che lavora per le produzioni bio nel modenese – vuole un appiattimento della qualità del prodotto: politicamente è in mano ai grandi produttori e loro vogliono così”. Ma non tutto è perduto se è vero ciò che scrive Mario Capanna, presidente del Consiglio dei Diritti Genetici, che si è rivolto a Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna: “Le alternative esistono: lo illustrano gli allevatori biologici che hanno stretto rigorosi accordi con seri mangimifici.
(da. www.ecplanet.com)

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Nessun Commento.

Voci più vecchie Pagina Successiva »