Elettrosensibilità

“L’elettrosensibilità” non è ancora stata classificata come una vera e propria patologia indotta dai campi elettromagnetici. Tuttavia sono stati universalmente riconosciuti alcuni sintomi “non specifici” indotti da essi, curati dalla medicina ufficiale con farmaci specifici per ogni singolo sintomo che fa parte del quadro clinico “elettrosensibilità”.
In seguito alla fortunata scoperta di un rimedio omeopàtico “altamente suggestivo” per la sua cura, finalmente possiamo dare una speranza a coloro che a torto sono stati classificati “malati immaginari”, dando una risposta concreta alle loro richieste di aiuto terapeutico specifico.
Non potevamo difenderci da ciò che non conoscevamo. Ora che abbiamo per così dire “visualizzato” le onde elettromagnetiche attraverso i sintomi che inducono nell’uomo, auguriamoci che il terzo millennio, epoca di sviluppo elettro-tecnologico vertiginoso, sia guidato da uomini che tutelino il bene più prezioso: la nostra salute. Continua>>

Aprile 16, 2007. salute e benessere.

Un Commento

  1. mary ha risposto:

    ciao a tutti avete mai sentito parlare di ELETTROSENSIBILITA’?
    VORREI RACCONTARVI LA MIA STORIA anche se mi è doloroso anche solo ricordarla.Mi chiamo M. ed ho 40 anni, vivo a roma in un bel quartiere… Tutto è iniziato all’incirca nel 2003 o forse anche prima, diciamo nel momento in cui comprai il primo cellulare di una certa marca…notai che usandolo avevo delle fitte alla testa che cessavano nel momento in cui chiudevo la comunicazione, cambiai marca di telefono e la cosa smise, ma era solo l’inizio. Dopo poco tempo cominciai a sentire le stesse fitte anche se qualcuno nelle vicinanze usava quella marca di telefono e cessavano solo se mi allontanavo di corsa quanto più possibile,ma a volte (ad esempio in ufficio) scappare non era possibile. Di lì a breve gli stimoli erano pressochè continui, o arrivavano da qualcuno al cellulare o per strada dai ripetitori che anche se non erano visibili poi scoprivo che erano proprio lì dove li sentivo. I sintomi erano non più solo fitte in testa ma anche sensazione di stordimento e intontimento incapacità di muovermi perchè le gambe erano pesantissime e non riuscivo a mantenere una direzione nel camminare, mi girava la testa e la sensazione di nausea era insostenibile e così come i sintomi arrivavano in pochi secondi,velocemente scomparivano se ero in grado di allontanarmi dalla fonte. Pensai di essere pazza o di avere un tumore in testa. Nessun medico riscontrava però in me problemi con il labirinto, le analisi erano normalissime e in testa non avevo nulla. Ero in salute ma non riuscivo più a guidare, a dormire in camera da letto (dovevo stendermi sul pavimento del bagno) ed in ufficio stavo malissimo.

    I guai non finirono lì, abitavo da sola già da qualche tempo perchè mi ero separata e a volte avevo difficoltà anche a fare la spesa perchè non potevo entrare nei negozi a causa dei malesseri che si manifestavano se c’era qualcuno dentro con il cellulare anche non in uso, nei supermercati neanche a parlarne, e dovevo dire addio anche a ristoranti locali pubblici di ogni tipo, potevo azzardarmi ad andare solo in luoghi con spazi all’aperto ma non direttamente esposti a ripetitori. Le amiche mi “hanno mollato” ero diventata un peso, mia madre non mi credeva,pensava ad una depressione, ero orfana di padre e anche in ufficio mi guardavano strana o mi consideravano una “rompiscatole” perchè chiedevo, in base alla 626, una rilevazione di campi elettromagnetici. Venni spostata di sede sul lavoro. La stanza (open space con altri colleghi con tanto di almeno 2 cellulari a testa) che mi assegnarono nella nuova sede aveva la finestra di fronte al ripetitore più grande di roma.

    Cercai di evitare di stare in quella stanza in tutti i modi (l’edificio era di ben sei piani) ma nessuno mi ha aiutato. Piano piano sono stata isolata, le competenze mi sono state tolte ma comunque non ce la facevo fisicamente a lavorare in quelle condizioni. Chiesi di parlare con il medico legale competente, il quale capì le mie ragioni e in via precauzionale consigliò una verifica dei cem nelle varie sedi ed un mio trasferimento in quella meno esposta. Almeno così mi disse che avrebbe fatto parlando con il datore di lavoro.

    Inutile a dirsi, di questa lettera non si è mai saputo nulla, ed io sono stata umiliata dal personale dell’ufficio della 626 in tutti i modi. Non potendo cambiare ufficio decisi almeno di cambiare casa
    Premetto che avevo fatto fare delle rilevazioni di campi elettromagnetici in casa e avevo verificato che effettivamente dove sentivo fastidi il campo c’era (anche se basso) e dove stavo bene no.
    Questo mi ha confermato che, a causa di anni passati in zone vicine ad antenne mi ero fortemente sensibilizzata, quasi diventata “allergica”. Potete immaginare cosa abbia significato vendere e ricomprare casa da sola ed in quelle condizioni di salute. La nuova casa la feci schermare con tutti gli accorgimenti possibili, scoprendo poi che avrei ottenuto solo risultati parziali, cioè una lieve diminuzione di campo elettromagnetico a fronte di ingenti spese.
    Ero disperata, finalmente tramite il centro ricerca sui cem dell’istituto superiore della sanità e poi successivamente tramite il centro studi della clinica neurologica del policlinico, mi misi in contatto con gli elettrosensibili (www.elettrosensibili.it) e cominciai ad avere le prove che non ero pazza e soprattutto la sola con questi problemi!
    Anche se tutti gli esami del sangue, le prove di funzionalità celebrale, visite neurologiche e psichiatriche effettuate su di me erano normalissime, io stavo male.

    L’aiuto dell’associazione tutta è stato importantissimo e spero che andremo avanti e vinceremo anche dal punto di vista normativo/legale, dato che nessuno fino ad ora ha interesse a riconoscere che almeno su una certa percentuale della popolazione i campi elettromagnetici (antenne radio-tv-ripetitori di telefonia mobile – cellulari e pericolosissimi sistemi wireless -senza fili-)provocano già effetti dannosi.

    Nel frattempo ho iniziato una storia d’amore e anche questo è stato molto importante anche perchè lui è un collega e mi sta vicino anche nei momenti più difficili al lavoro.

    Per quello che riguarda il trasferimento dopo ben 3 anni e arrivando quasi alle mani, con un dirigente che ha preso a spintonate il mio compagno, finalmente me lo hanno conceduto, purchè non sollevassi il problema dei cem e naturalmente non per il servizio che avevo scelto, dove ero stata richiesta, adatto alla mia formazione e collocato al piano terra, ma al terzo piano ed a fare un lavoro non attinente alle mie mansioni (sono quadro) ma almeno sto un po’ meglio.

    I miei progetti ora sono quelli di tutelarmi per il futuro attraverso certificati e documentazione idonea a salvaguardare la mia salute.
    Forse cambierò nuovamente casa, ma è una valutazione che devo fare con molta calma. Forse vorrei anche un figlio dato che ho 40 anni e non tanto tempo per pensarci ancora, ma quello che mi chiedo è: “ce la farò fisicamente ad accudirlo?” ” “erediterà la mia sensibilità ai campi elettromagnetici?” “che vita lo/a aspetta? In un ambiente sempre più inquinato da tutti i punti di vista e dove gli interessi economici portano le persone a nascondere i reali effetti sulla salute delle varie tecnologie”
    E poi devo trovare ancora il modo di dimenticare quello che ho subito, le umiliazioni e l’indifferenza e l’ignoranza di chi non si chiede come mai si affannano tutti a dire che i campi elettromagnetici non fanno male e che quello che è successo ai bambini che abitavano a cesano non è collegabile con le antenne del vaticano.

    SIAMO DISPOSTI A STARE MALE PER NON BOICOTTARE QUESTO SISTEMA DI TRASMISSIONE DEI CAMPI ELETTROMAGNETICI?

    PERCHE’ NON REGOLAMENTARE TUTTO E METTERE I RIPETITORI SOLO DOVE SERVONO E LONTANI DALLE CASE?

    ANCHE L’EFFETTO OMBRELLO CHE TUTTI DECANTANO, ORMAI NON FUNZIONA PIU’, PERCHE’ I CEM SONO OVUNQUE ED IL LORO EFFETTO SI SOMMA E RIMBALZA SUL CEMENTO ARMATO DEI PALAZZI VICINI.

    SPERO CHE CHI MI LEGGE CAPISCA CHE ABBIAMO UN PROBLEMA CHE POTREBBE TOCCARE CHIUNQUE DI NOI E CHE TUTTI INSIEME DBBIAMO RISOLVERE

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