Parmigiano e OGM
Parmigiano e OGM
Andrea Bonati, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha dichiarato che il latte utilizzato per il parmigiano proviene da mucche alimentate con soia geneticamente modificata.
“Per i mangimi non vale la prescrizione sull’origine delle materie prime, e quindi, poiché leaziende sono costrette a procurarsi soia dai paesi extra Cee, utilizzano anche soia e mais transgenici”. La questione coinvolge direttamente 4.500 produttori di latte che lavorano 2.990.500 forme di fo maggio e 524 caseifici, per un giro di affari di 900 milioni di euro. Di questi caseifici appena venti, sparsi tra Parma, Modena e Reggio Emilia, producono parmigiano biologico: oltre a rispettare il disciplinare del Consorzio, rispettano procedure che vietano gli ogmnell’alimentazione degli animali. Ma chi conosce il parmigiano ogm-free ? Nessuno, perché non è scritto – e non si può scrivere – sull’etichetta. “Il Consorzio – spiega Stefano Redaelli, agronomo che lavora per le produzioni bio nel modenese – vuole un appiattimento della qualità del prodotto: politicamente è in mano ai grandi produttori e loro vogliono così”. Ma non tutto è perduto se è vero ciò che scrive Mario Capanna, presidente del Consiglio dei Diritti Genetici, che si è rivolto a Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna: “Le alternative esistono: lo illustrano gli allevatori biologici che hanno stretto rigorosi accordi con seri mangimifici.
(da. www.ecplanet.com)
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