Teflon bandito entro il 2015 negli Usa

30 gennaio 2006

La DuPont, la 3M e altre sei grandi industrie dovranno ridurre la produzione del 95% entro il 2010. Poi eliminarla del tutto

NEW YORK – Le padelle di teflon possono essere pericolose per la salute. Lo ha stabilito l’Agenzia per la protezione ambientale statunitense (Epa) che ha chiesto alla DuPont, alla 3M e ad altre sei compagnie di eliminare un composto potenzialmente pericoloso dalla produzione di padelle da cucina antiaderenti. L’Environmental Protection Agency ha chiesto ai produttori di acido perfluoroctanoico (Pfoa) – sostanza utilizzata nella fabbricazione di utensili da cucina antiaderenti e di prodotti come il Teflon – di ridurne del 95% entro il 2010 emissioni e livelli; e di procedere alla loro eliminazione entro il 2015.
RIMBORSO DELLA DUPONT – Il composto è stato per molto tempo oggetto di controversia. Lo scorso anno, la DuPont ha accettato di pagare 85 milioni di dollari ad abitanti dell’Ohio e della West Virginia che le avevano fatto causa perché residui di Pfoa erano stati trovati nell’approvvigionamento idrico di un impianto della West Virginia. L’Epa ha detto che continuerà a studiare l’impatto della sostanza sulla salute dell’uomo per vedere se saranno necessarie ulteriori decisioni sul composto. «La scienza ancora sta valutando il Pfoa, ma la preoccupazione c’è. Ridurre al minimo i residui del composto è la cosa giusta da fare per il nostro ambiente e la nostra salute», ha detto Susan Hazen, viceresponsabile dell’ ufficio pesticidi e sostanze tossiche dell’Agenzia per la protezione ambientale Usa.
LA SOSTANZA INCRIMINATA – Secondo l’Agenzia, la sostanza può rimanere nel corpo umano fino a quattro anni, e piccole percentuali ne sono state trovate in un gran numero di persone. La DuPont ha fatto sapere che i suoi studi e quelli di ricercatori indipendenti mostrano come le pentole e altri prodotti fatti con suoi materiali sono sicuri. Inoltre – ha detto la multinazionale – fino ad adesso, non si conoscono effetti del Pfoa sulla salute umana. Tuttavia, test realizzati dalla 3M, il produttore originale della sostanza, hanno mostrato che elevati livelli di esposizione al composto possono causare, nei topi, danni al fegato e agli organi riproduttivi.
(fonte il Corriere della Sera)


Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Il caso dei contenitori per pizza in cartone

Un milione e trecentomila pizze al giorno escono dal forno, entrano in un astuccio di cartone, pronte per essere portate a casa. Vi restano per molti minuti, il tempo di essere trasportate a destinazione, e, una volta giunte, di essere mangiate nello stesso contenitore. Sempre che non finiscano nei forni di casa per essere riscaldate, sempre negli stessi cartoni, prima di finire in tavola. Un rito, un piacere collettivo per molte famiglie italiane ma, secondo alcune ultime ricerche, anche una fonte di pericolo alimentare non sottovalutabile. Il rischio, in questo caso, è legato proprio alle scatole non a norma che circolano nel nostro paese e rilasciano una quantità enorme di sostanze che non dovrebbero esserci, che alterano innanzitutto l’odore e il sapore dell’alimento. Un elenco di molecole i cui nomi fanno rabbrividire ed evocano timori fortissimi per la salute dei consumatori: è stato rilevato da alcuni controlli di un laboratorio di Pavia: benzene, ftalati, fenoli, naftalene. Solo il nome di queste sostanze dovrebbe essere sufficiente per allertare le autorità sanitarie e spingerle ad approfondire la questione.Un altro studio condotto dai laboratori dell’Università di Milano, avrebbe trovato il di-isobutilftalato che già a 60° è presente in grandi quantità. Tutti queste sostanze non sono contemplate dalle direttive CE tra quelle ammesse per la fabbricazione di carta destinata a venire a contatto con i cibi.
Questi contenitori sono dunque carichi di sostanze che non dovrebbero esserci, potenzialmente tossiche, forse dannose. E quando la pizza appena sfornata viene inserita al loro interno, contaminano l’alimento attraverso il vapore, alterandone l’odore e il sapore. Eppure, il “caso”, dei contenitori di cartone per pizza da asporto sollevato da alcuni mezzi di informazione, non ha destato grande allarme delle autorità che dovrebbero tutelare la salute pubblica. Nonostante la denuncia, scattata sulla base di due diverse analisi di laboratorio che hanno eseguito test su almeno dieci campioni di contenitori, ripresa da “Repubblica”, da radio, tg e altri giornali, le istituzioni non hanno finora preso alcun provvedimento cautelativo. I cartoni per pizza, compresi quelli “fuori legge”, circolano indisturbati sul mercato italiano, e tutto lascia presumere che continueranno a farlo.

( fonte “Il Salvagente“)

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Bottiglie di plastica: danno per la salute?

(5/4/06)

Il bisfenolo A è una sostanza ampiamente usata per le bottiglie in plastica, il sottile film interno alle scatolette di cibi conservati, le tettarelle per lattanti e le confezioni alimentati. Se ne producono annualmente 2,8 milioni di tonnellate.

A quanto pare, già si sapeva che questa sostanza contaminava gli alimenti con cui veniva a contatto, ed era sospettata di alterare gli ormoni sessuali umani. Ma ora uno studio ha scoperto che è collegata col cancro alla prostata. In particolare, l’assunzione nella dieta umana di quantità piccole ma costanti di bisfenolo è particolarmente pericoloso nelle donne in gravidanza, alterando in modo cruciale, ma invisibile, lo sviluppo dei neonati.

La sostanza provoca infatti alterazioni microscopiche nella prostata del feto, che non sono riscontrabili alla nascita. Gli effetti si fanno sentire con gli anni, nella terza età, con ipertrofia delle prostata e tumore. Le alterazioni possono causare anche malformazioni dell’uretra. In Italia si registrano ogni anno 11 mila nuovi casi di cancro prostatico, e 6.300 morti per questa patologia: è la seconda causa di morte per cancro negli uomini, dopo il cancro al polmone.

Piccolissime quantità di questa plastica bastano dunque, nella vita fetale, a scombinare il sistema genitale dei maschi. La scoperta è dovuta all’equipe del professor Frederick vom Saal, che lavora all’Università del Missouri. Il gruppo ha somministrato a topine gravide piccolissime quantità di bisfenolo-A, mentre ad altre cavie è stato somministrato in pari quantità dell’estradiolo, l’ormone usato nella pillola contraccettiva.

Il test mirava a verificare se certi danni alla prostata del neonato avvenivano quando la madre, prendendo la pillola, restava accidentalmente incinta. Invece la prova ha dimostrato che entrambe le sostanze alteravano la prostata: e in quantità minime, molto minori di quelle che gli esseri umani ingeriscono bevendo dalle bottiglie di plastica.

E gli italiani sono i massimi consumatori mondiali di acqua cosiddetta minerale: 184 litri a testa, per una spesa di circa 500 euro all’anno a famiglia (i tedeschi non arrivano a 145 litri). Spesso quest’acqua proclamata «minerale» viene dall’acquedotto comunale; ed è di sicuro peggiore, perché contenuta in bottiglie quasi sempre di plastica.

Note:
Jonathan Leake, «Food wrap linked to prostate cancer», Times on line, 1 maggio 2005.

Autore: Maurizio Blondet
Tratto da www.effedieffe.com

(fonte ecplanet.com)

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Attenzione a cucinare con i barbecue!

(Agosto 2006- fonte AIAB)
Ai quattro milioni di famiglie italiane che amano le grigliate e i barbecue, l’Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) chiede di fare un po’ di attenzione. Sono necessarie, infatti, alcune cautele principalmente per due motivi: “La carne annerita e bruciacchiata non fa bene – si legge nel comunicato dell’Aduc – contiene benzopirene e ammine eteroclicliche che sono composti cancerogeni. In più i fumi del barbecue contengono diossina in dosi sette volte superiore a quella ammessa per i camini degli inceneritori e respirare per due ore i fumi di una grigliate equivale al contenuto in diossina di 220mila sigarette (Robin des Bois: Food Standards Agency)”. Secondo l’associazione, non è necessario rinunciare alle grigliate, ma evitare di farle troppo spesso e seguire alcune istruzioni: evitare la fiamma viva che carbonizza la car ne; ricoprire la brace con un po’ di cenere per avere una temperatura meno alta; usare palette per girare il prodotto e non i forchettoni che bucano e fanno fuoriuscire i grassi e i succhi e stare lontani il più possibile dai fumi. “Un buon sistema – conclude l’Aduc – è quello della grigliata all’argentina: il fuoco è al centro e la carne è posta ai lati su apposite griglie o supporti. La giusta distanza evita di carbonizzare il prodotto e i grassi colano a terra lontano dalla brace. In alternativa la fonte di calore può essere posta su gratelle verticali parallelamente al prodotto da cuocere (si pensi al kebab)”. (Help Consumatori)

Aprile 16, 2007. salute e benessere. 3 commenti.

Pesce spada al DDT

( Agosto 2006- fonte WWF Italia)
Uno studio del WWF e dell’Università di Siena rivela che nel pesce spada del Mediterraneo sono presenti 15 tipi di inquinanti chimici, alcuni già banditi dal commercio, altri di nuova generazione e di uso quotidiano. Tutte le sostanze esaminate hanno la caratteristica di degradarsi molto lentamente e di legarsi alla materia organica (ai tessuti grassi in particolare), accumulandosi nelle catene alimentari fino ai grandi predatori marini, come il pesce spada. Questo rapporto lanciato oggi in tutto il mondo dal WWF, dimostra che i 29 campioni di pesce spada prelevati lungo le coste italiane presentano tracce di 15 tipi di inquinanti chimici appartenenti ai gruppi dei pesticidi organoclorurati (DDT e HCB) e dei ritardanti di fiamma bromurati (19 tipi di PBDE). Entrambi i gruppi presentano proprietà di distruttori endocrini, provocano danni al sistema ormonale e alterano le funzioni neurologiche, comportamentali e riproduttive. In dettaglio, gli organoclorurati sono stati trovati in tutti gli esemplari di pesce spada, mentre i ritardanti di fiamma in tutti tranne uno. “Il pesce spada, come grande predatore al vertice della catena alimentare, è un indicatore strategico del livello di contaminazione del Mediterraneo – dice Eva Alessi, consulente scientifico del WWF Italia – Questa ricerca arriva dopo altre condotte sulle specie viventi nel Mediterraneo e non è azzardato dire che flora e fauna in questa regione sono sottoposte ormai ad uno stress chimico. Nel corso della campagna DeTox il WWF ha rilevato inquinanti in mammiferi e uccelli marini: cetacei, delfini, cormorani, pellicani, gabbiani. E’ evidente che l’attuale legislazione è del tutto insufficiente per tutelare l’eco-sistema Mediterraneo dai pericoli della chimica.” Silvano Focardi, rettore dell’Università di Siena e membro del Comitato scientifico del WWF, che ha guidato la ricerca, avverte poi che gli attuali programmi di monitoraggio riguardano inquinanti chimici di vecchia generazione e che ancora molto poco si sa degli effetti che quelli di nuova generazione possono avere sull’ambiente.

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Inquinamento plastico

 

 La plastica è entrata definitivamente nella catena alimentare dell’uomo: è quanto hanno affermato gli scienziati riuniti ad Erice per la 36esima Sessione dei Seminari Internazionali sulle Emergenze Planetarie. Charles Moore, dell’Algalita Marine Research Foundation di Long Beach, ha spiegato come “il problema si sia ormai spostato dalla semplice presenza di rifiuti plastici (come bottiglie, contenitori e altri detriti) nelle nostre acque alla capacità di questi materiali di rilasciare sostanze pericolose per l’organismo umano. L’enorme quantità di plastica dispersa negli oceani a livello globale produce particelle nocive che vengono liberate nelle acque, contaminando i pesci e altri organismi marini, che trattengono sostanze come il PCB, la diossina ed altre molecole teratogene”. Entrando in questo modo nella catena alimentare dell’uomo.“Il bersaglio principale di queste sostanze è l’apparato riproduttivo, sia maschile che femminile. Mentre il periodo di maggiore vulnerabilità dell’uomo è quello della gravidanza”, ha precisato Frederick S. vom Saal della Divisione di Scienze Biologiche dell’Università del Missouri. “Durante la gestazione, la donna trasmette al feto questi elementi, che vanno ad intaccare il sistema riproduttivo e il cervello del nascituro provocando effetti permanenti. Ad essere assimilate sono soprattutto la diossina, il PCB (Policarbonatoplastico), il DDE, il PVC (Polivinilepolidrato) ed altre sostanze – ha aggiunto la Prof.ssa Shanna H. Swan del Centro di Epidemiologia Riproduttiva di Rochester – abbiamo osservato che nei bambini maschi nati da madri nelle quali si registrano alti livelli di questi elementi alcuni caratteri sessuali appaiono alterati”. “Sebbene si tratti ancora di cambiamenti ormonali di lieve intensità, quello che ci preoccupa è la diffusione globale di queste sostanze plastiche e dunque l’ampiezza del numero di persone colpite dei loro effetti – ha aggiunto la Prof.ssa Swan – Non solo, un altro elemento che suscita grande preoccupazione nella comunità scientifica internazionale è la certezza che queste sostanze plastiche siano trasmesse di generazione in generazione mutando, sebbene gradualmente, il patrimonio genetico dell’uomo”. Ma l’allarme non arriva soltanto dagli ambienti marini. Il Prof. Saal, concludendo il suo intervento, ha avvertito: “Le sostanze plastiche sono presenti anche nei contenitori metallici che utilizziamo quotidianamente per la conservazione dei cibi o per la loro cottura a micro-onde”.

Fonte ECplanet 

Algalita Marine Research Foundation
http://www.algalita.org/

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

I cibi fermentati

Il processo di fermentazione del cibo è un sistema antico quanto l’umanità, e serve per conservarlo meglio, renderlo maggiormente digeribile e nutriente. Sfortunatamente questi cibi sono oggi quasi del tutto scomparsi dalla dieta occidentale a danno sia della propria salute che dell’economia. Il cibo fermentato è infatti di grande aiuto alla nostra digestione e possiede una grande forza vitale, che può aiutarci ad abbassare la nostra predisposizione alla malattia. Inoltre, trattandosi di un processo completamente artigianale e naturale, la scomparsa di questi cibi non ha fatto altro che centralizzare maggiormente la produzione di cibo nelle mani delle grandi industrie alimentari a discapito delle piccole fattorie o delle economie locali. Continua>>

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Quale sale sulle nostre tavole?

Non è un caso che tutti gli elementi naturali presenti nell’organismo umano si trovino anche nel sale. Senza sale la vita è impossibile: eppure oggi è diffusa la convinzione che il consumo di sale faccia male alla salute.
Questo dipende dal fatto che il sale da cucina, prevalentemente cloruro di sodio, non ha più nulla a che vedere con l’elemento allo stato originario, ovvero con ciò che serve per vivere. Continua>>

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Lo zucchero bianco è dannoso per la nostra salute

Lo zucchero bianco, che ogni giorno introduciamo nel nostro corpo direttamente così com’è o attraverso dolci, caramelle, bevande commerciali, conserve, liquori ecc., è il prodotto finale di una lunga trasformazione industriale che uccide e sottrae tutte le sostanze vitali e le vitamine presenti nella barbabietola o nella canna da zucchero che sono il punto di partenza per la produzione dello zucchero.

Le sostanze zuccherine sono alimenti importantissimi della nostra dieta poichè rappresentano la fonte primaria per la produzione di energia che serve a far funzionare correttamente tutto il nostro organismo, incominciando dal cervello fino a finire con i muscoli e per questo motivo devono essere completi di tutto ciò che la Natura ha loro fornito per cedere al nostro corpo, durante il processo dell’assimilazione, la loro ricchezza. Ma perchè lo zucchero bianco, così come viene attualmente prodotto, è una sostanza innaturale dalle caratteristiche tossiche? continua>>

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

Latte e calcio

Per anni è stato detto di assumere calcio per avere ossa più forti, ma l’incidenza di osteoporosi più elevata si verifica proprio tra le popolazioni che consumano maggiori quantità di latte rispetto a quelle che non ne fanno un uso regolare ad ogni pasto. Il problema non sta nel fatto di assumere poco calcio… ma nel fatto che se ne assume troppo. L’alto tasso proteico dei latticini, inoltre  associato alle proteine animali,  ne causa una forte perdita, solitamente attraverso le urine e ne riduce la fissazione nell’osso. continua>>

Aprile 16, 2007. salute e benessere. Lascia un commento.

« Pagina PrecedentePagina Successiva »