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Il caso dei contenitori per pizza in cartone

16 aprile 2007
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Un milione e trecentomila pizze al giorno escono dal forno, entrano in un astuccio di cartone, pronte per essere portate a casa. Vi restano per molti minuti, il tempo di essere trasportate a destinazione, e, una volta giunte, di essere mangiate nello stesso contenitore. Sempre che non finiscano nei forni di casa per essere riscaldate, sempre negli stessi cartoni, prima di finire in tavola. Un rito, un piacere collettivo per molte famiglie italiane ma, secondo alcune ultime ricerche, anche una fonte di pericolo alimentare non sottovalutabile. Il rischio, in questo caso, è legato proprio alle scatole non a norma che circolano nel nostro paese e rilasciano una quantità enorme di sostanze che non dovrebbero esserci, che alterano innanzitutto l’odore e il sapore dell’alimento. Un elenco di molecole i cui nomi fanno rabbrividire ed evocano timori fortissimi per la salute dei consumatori: è stato rilevato da alcuni controlli di un laboratorio di Pavia: benzene, ftalati, fenoli, naftalene. Solo il nome di queste sostanze dovrebbe essere sufficiente per allertare le autorità sanitarie e spingerle ad approfondire la questione.Un altro studio condotto dai laboratori dell’Università di Milano, avrebbe trovato il di-isobutilftalato che già a 60° è presente in grandi quantità. Tutti queste sostanze non sono contemplate dalle direttive CE tra quelle ammesse per la fabbricazione di carta destinata a venire a contatto con i cibi.
Questi contenitori sono dunque carichi di sostanze che non dovrebbero esserci, potenzialmente tossiche, forse dannose. E quando la pizza appena sfornata viene inserita al loro interno, contaminano l’alimento attraverso il vapore, alterandone l’odore e il sapore. Eppure, il “caso”, dei contenitori di cartone per pizza da asporto sollevato da alcuni mezzi di informazione, non ha destato grande allarme delle autorità che dovrebbero tutelare la salute pubblica. Nonostante la denuncia, scattata sulla base di due diverse analisi di laboratorio che hanno eseguito test su almeno dieci campioni di contenitori, ripresa da “Repubblica”, da radio, tg e altri giornali, le istituzioni non hanno finora preso alcun provvedimento cautelativo. I cartoni per pizza, compresi quelli “fuori legge”, circolano indisturbati sul mercato italiano, e tutto lascia presumere che continueranno a farlo.

( fonte “Il Salvagente“)

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