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Latte e calcio

16 aprile 2007

Per anni è stato detto di assumere calcio per avere ossa più forti, ma l’incidenza di osteoporosi più elevata si verifica proprio tra le popolazioni che consumano maggiori quantità di latte rispetto a quelle che non ne fanno un uso regolare ad ogni pasto. Il problema non sta nel fatto di assumere poco calcio… ma nel fatto che se ne assume troppo. L’alto tasso proteico dei latticini, inoltre  associato alle proteine animali,  ne causa una forte perdita, solitamente attraverso le urine e ne riduce la fissazione nell’osso.

Alcune riflessioni
Il neonato che si nutre del latte della propria madre, riceve l’alimento perfetto, fatto su misura per soddisfare i suoi bisogni fino a quando più grandicello, potrà cominciare a mangiare come gli adulti. Il latte materno è un alimento molto nutriente, che lenisce l’anima e porta il calore della vita al neonato che l’aiuterà a sviluppare le proprie capacità di offrire calore e amore al prossimo.
Cosa succede se gli uomini bevono il latte di un altro animale? Il latte fresco, non trattato di mucca, pecora o capra possiede numerose qualità e sostanze nutritive, ma ha una composizione chimica diversa da quella del latte materno e non possiede il campo energetico umano. Quando poi questo latte è pastorizzato, omogeneizzato, integrato con vitamine di sintesi ecc. si può essere certi che diventa una sostanza completamente diversa da quella che esce dal seno materno, entra nella bocca del neonato (senza nemmeno entrare in contatto con l’aria), e in quanto tale non può che avere effetti completamente diversi. Per legge della natura, il latte serve esclusivamente per nutrire i piccoli della propria specie fino allo svezzamento. Così il latte di mucca è un alimento completo, ma solo per il vitello fino allo svezzamento. La specie umana dovrebbe prendere il latte solo dalla propria madre, normalmente fino all’età di cinque anni circa.
Nutrienti del latte materno
Il latte materno contiene fosforo. Questo elemento è molto importante per la crescita e lo sviluppo del cervello. Il piccolo dell’uomo sviluppa dapprima il cervello, mentre l’animale sviluppa prima la sua struttura ossea, perciò è giusto che il latte destinato ad un piccolo essere umano sia diverso da quello per un grande animale ( il rapporto fosforo/calcio nel latte umano è 2.35:1, mentre nel latte vaccino è solo 1.27:1).
Un vitellino appena nato pesa intorno ai cinquanta chili, mentre dopo un mese ne peserà circa una novantina e a questo punto sarà in grado di andarsene in giro da solo; questa rapida crescita richiede un rapido sviluppo della struttura del corpo ed in particolare delle ossa, in base alle richieste del peso e del movimento dell’animale. Questa è la ragione per cui il latte della vacca contiene una così grande quantità di calcio(quasi quattro volte più del latte umano) e proteine (tre volte in più del latte umano)
Vediamo come vengono alimentate le mucche da latte.
La vita media all’aria aperta è di 20 anni, in allevamento da batteria la vita media s’aggira intorno ai cinque o sei anni. Per produrre a ritmi intensivi latte e vitelli, solo il 25% degli animali riesce a raggiungere sette anni d’età.
Una buona parte dei veleni (diserbanti, ecc) che si trovano nell’alimentazione delle mucche finisce nel latte, e quest’ultimo diventa maggiormente tossico all’inizio della primavera e quando le mucche sono malate (cosa assai frequente per gli animali che vivono quasi sempre dentro le stalle).
La dieta naturale delle mucche è l’erba da pascolo, nell’allevamento industriale si utilizzano: erbaggi, spazzatura, rifiuti non solidi tritati, letame e feci animali, residui intestinali della macellazione di altri animali. In sostanza si stravolge l’alimentazione di un animale erbivoro, inserendo sostanze di origine carnea e organica che provocano conseguenze terribili.
Oltre alle conseguenze comuni dell’allevamento in batteria, dovute alla mancanza di movimento e di ruminare, alle mastiti mammellari che rendono impossibile l’allattamento dei vitelli, s’arriva a provocare conseguenze di estrema gravità, che sono state indicate sotto il termine di una forma di pazzia.

Il latte e i formaggi che troviamo in commercio

Il latte animale è la sostanza di base da cui derivano tutti i latticini. Non si sa con precisione da quanto tempo venga usato come cibo dagli uomini, ma una cosa è abbastanza chiara: il latte di capra e di altri animali fu usato da popoli nomadi molto tempo prima di quello delle mucche domestiche. Gli europei introdussero il latte di mucca negli Stati Uniti intorno al 1625; poco dopo fu formata la prima mandria degli Stati Uniti per la produzione di latte. L’attrattiva che il latte esercitò fu forte, soprattutto grazie alla strenue propaganda di un gruppo entusiasta di uomini d’affari, che furono i fondatori di una delle più grosse e influenti industrie alimentari degli Stati Uniti, ed al supporto che diede loro il governo stesso nel promuovere il latte come un cibo importante per l’alimentazione dell’uomo. A partire dal 1830 la domanda costrinse i produttori a meccanizzare la produzione, e a partire da allora praticamente tutto quello che poteva essere fatto al latte fu fatto, irradiamento compreso. Con l’avvento della pastorizzazione, dell’omogeneizzazione e dei mezzi di trasporto refrigerati, la disponibilità di latte crebbe, e alla fine della Seconda guerra mondiale il latte era diventato il simbolo del modo di mangiare ben congegnato e dieteticamente superiore, tipico del modo di vita americano che negli anni successivi andrà ad imporsi in tutto il mondo.

Per mezzo della pastorizzazione il latte cosiddetto fresco vale ben poco, e il latte sterilizzato di lunga conservazione non ha nessun valore nutritivo. Per essere assimilato il latte deve prima cagliare, il latte pastorizzato caglia difficilmente e quello sterilizzato non caglia mai anzi marcisce, perchè i batteri indispensabili per farlo cagliare e digerire convenientemente sono stati annientati dal forte calore della sterilizzazione. La radiovitalità del latte alla mungitura è di 6500 A° (Armostrong, n.d.r.), dopo sei ore 6000 A°, dopo 48 ore dalla mungitura 2000 A°. I formaggi fermentati non emettono quasi nessuna radiazione vitale. Una buona parte dei veleni (diserbanti, ecc) che si trovano nell’alimentazione delle mucche finisce nel latte, e quest’ultimo diventa maggiormente tossico all’inizio della primavera e quando le mucche sono malate (cosa assai frequente per gli animali che vivono quasi sempre dentro le stalle).

Il latte, cibo definito “puro e perfetto” a causa del suo alto contenuto di calcio, di proteine e di profitto, sta venendo rapidamente smascherato come qualcosa che non è affatto perfetto come siamo stati indotti a credere. L’uso eccessivo che si è fatto del latte e dei suoi derivati ha già provocato l’indebolimento del sistema immunitario di molti uomini, della loro costituzione fisica e del loro carattere, e ci vorrà molto tempo per cancellare le cicatrici che questi alimenti hanno lasciato su almeno tre generazioni.

IL CALCIO

Il Calcio è necessario per la propagazione degli impulsi nervosi, la salute delle ossa e denti e la regolazione del battito cardiaco. In questi ultimi anni, si è diffusa la credenza che sia necessario utilizzare latte e formaggio per essere sicuri di averne sempre a disposizione. Questa è un’idea piuttosto falsa, infatti, durante l’infanzia i mammiferi ricevono il calcio dal latte materno e, una volta cresciuti, i carnivori lo ricevono dalle loro prede e gli erbivori dal regno vegetale se erbivori. Nessuno di loro lo prende dal latte!

Secondo la teoria della trasmutazione di Kervran, Sodio, Calcio, Potassio e Magnesio si possono
trasmutare l’uno nell’altro. In particolare la trasmutazione del Silicio in Calcio è molto diffusa in natura anche nelle piante. Su queste basi, diventa comprensibile l’effetto remineralizzante e ricalcificante osseo, di alimenti ricchi di Silicio come il miglio e il frumento (65/68 per cento) e ricchi di Magnesio come il grano saraceno. Non è un caso, infatti, che da sempre in medicina popolare si usi l’equiseto (Equisetum arvensis detto anche Coda cavallina) sotto forma di decotto, o altre preparazioni come ricalcificante nelle fratture ossee e cartilaginee, nell’osteoporosi, per le unghie soggette a facili fratture, nelle carie, ecc. L’assimilazione di calcio nel corpo umano avviene solo quando è in rapporto 2:1 con il fosforo. Nessun latte animale ha questo rapporto, perciò nell’uomo non avviene nessuna assimilazione di calcio bevendo latte di altri animali.
Nella formazione di Calcio, il Magnesio non è certo meno importante del Potassio e del Silicio. È questa trasmutazione (Magnesio + Ossigeno = Calcio) che ci spiega ad esempio il meccanismo di formazione della corazza di aragoste e granchi e della costituzione del corallo.

Inoltre solo il 25-30% del calcio presente nei latticini viene assimilato, le donne dopo la menopausa possono arrivare ad assorbirne solo il 7, mentre il resto viene espulso con le urine o le feci, mentre il calcio presente nei vegetali viene assimilato quasi al 100%!

Per garantirsi sull’apporto giornaliero del Calcio è sufficiente utilizzare: cereali, frutta fresca, noci e semi crudi, frutta secca e verdura. In caso di necessità si potrà usufruire del decotto di equiseto fatto bollire lentamente almeno 12 minuti.

Se il calcio serve allo sviluppo delle ossa e alla crescita fisica, perché abbiamo bisogno di calcio anche quando la crescita è completa? Il bisogno di calcio non si riduce dopo la maturità? Dove andrà questo eccesso di calcio? Nessun dubbio, sarà depositato nei vari organi, arterie, articolazioni o espulso, sovraccaricando così gli organi escretori in modo da esaurirli o squilibrarli.
È naturale chiedersi come si fa ad avere calcio a sufficienza se non si beve latte e non si mangiano latticini. L’assimilazione del calcio nel corpo è controllata dalle ghiandole endocrine e il corpo può ricavare tutto il calcio di cui ha bisogno da una dieta sana e naturale. Perciò è possibile avere abbastanza calcio mangiando unicamente verdure: infatti le mucche e molti altri mammiferi che mangiano solo erba hanno una struttura ossea molto sviluppata. Il calcio si trova in tutti i cibi che crescono sulla terra. Essi forniscono facilmente sufficienti quantità di calcio per far fronte alle richieste sia dei bambini in fase di crescita che degli adulti. Le piante assorbono il calcio dal terreno incorporano nella loro struttura. Gli animali mangiano piante e assorbono il calcio. così che la mucca si procura calcio

Per anni è stato detto di assumere calcio per avere ossa più forti, ma l’incidenza di osteoporosi più elevata si verifica proprio tra le popolazioni che consumano maggiori quantità di latte rispetto a quelle che non ne fanno un uso regolare ad ogni pasto. Il problema non sta nel fatto di assumere poco calcio… ma nel fatto che se ne assume troppo. Quando le concentrazioni sono troppo elevate (calcium rigor), gli ormoni e la vitamina D fanno sì che il calcio venga depositato nel suo punto di riserva: le ossa. Quando sono troppo basse (tetania da calcio) lo squilibrio viene corretto in diversi modi: nei reni, con un’eliminazione più lenta, nelle ossa che controllano il rilascio delle quantità necessarie, e nell’intestino che favorisce l’assorbimento. Il calcio conservato nelle ossa, rifornisce il flusso sanguigno, che non viene influenzato dall’assunzione alimentare. Tuttavia una carenza alimentare cronica diminuisce le riserve nelle ossa dopo un certo numero di anni.

L’alto tasso proteico dei latticini, associato alle proteine animali, invece ne causa una forte perdita, solitamente attraverso le urine e ne riduce la fissazione nell’osso.
Anche un eccesso di sale nella dieta contribuisce ad una perdita di calcio nell’organismo, e i formaggi, soprattutto quelli stagionati, sono notoriamente addizionati di sale. Dopo essersi ossidate nel sangue, infatti, le proteine producono un eccesso di ceneri acide che sovraccaricano le naturali capacità di neutralizzazione e smaltimento degli acidi.
Per neutralizzare l’acidificazione incombente l’organismo inizialmente prende il sodio necessario dalla sua riserva alcalina. Una volta esaurita quella, a seguito dell’esagerato e continuativo abuso di cibi acidificanti, sarà costretto a prelevare il calcio dalle ossa per tamponare l’eccessiva acidità.
L’osso infatti può essere considerato come “la banca di calcio” del nostro organismo: ne contiene il 99% di tutto quello che è presente nel nostro corpo, mentre il restante 1% è in circolo.

Ci sono molti altri fattori che influenzano la quantità di calcio assorbita. Quando l’organismo ne è carente l’assorbimento è più efficace; quindi maggiore il bisogno e minore la quantità di calcio nell’alimentazione, migliore sarà l’assorbimento. Quest’ultimo aumenta anche durante periodi di crescita rapida. L’assorbimento del calcio dipende anche dalla presenza di quantità adeguate di vitamina D, e come abbiamo visto anche da quantità adeguate di fosforo. Calcio e fosforo vengono utilizzati congiuntamente per dare resistenza alle ossa. Se vengono assunte quantità eccessive di uno dei due minerali, il minerale in eccesso non viene utilizzato in modo efficace. Certe sostanze ostacolano l’assorbimento del calcio. Quando quantità eccessive di grasso, proteine o zuccheri si combinano con il calcio, si forma un composto insolubile che non può venire assorbito. L’alimentazione tipica americana, povera di calcio e ricca di fosforo (a causa di alimenti molto diffusi come le bibite gassate, alimenti lavorati come gli insaccati, il formaggio e altri cibi pronti), può causare fragilità ossea.

Il cibo che depreda
Nel testo “L’imbroglio nella zuppa” (Hans Ulrich Grimm, Edizioni Andromeda), leggiamo quanto sostiene l’esperta Jutta Semler, del Consiglio direttivo della salute delle ossa di Sindheim in Germania, in una intervista rilasciata nel 1997 sul giornale “Ärztliche Praxis”, che afferma come un numero sempre maggiore di bambini deve oggi essere sottoposto a terapia per osteoatrofia (osteoporosi).
La causa sarebbe una carenza alimentare determinata da una presenza troppo massiccia di fosforo nell’alimentazione (si trova in tutti gli alimenti proteici, inclusi quelli caseari).
Questa sostanza viene annoverata fra quelle denominate “ladri di calcio”. Così come l’acido fosforico, contenuto nelle bevande preferite dai bambini, quali la Coca-Cola. aranciate e simili, che contribuisce anch’esso massicciamente, assieme ad altri alimenti nocivi come i dolci raffinati in genere, all’impoverimento nutrizionale organico.

(tratto dal giornale L’Albero Sacro nr. 2 inverno 2005)
Come integrare il calcio tramite una alimentazione naturale.

Ottimi integratori naturali di calcio sono soprattutto le mandorle, ma anche tutta la frutta secca. Ottima da consumare al posto della merenda pomeridiana, o come snack veloce in ufficio. Salutare da introdurre anche nella dieta quotidiana dei bambini. L’essenziale è variare: oggi mandorle, domani un pugno di semi di girasole, dopodomani 10 nocciole, e così via.

Buone fonti di calcio sono inoltre i legumi (in particolare lenticchie, fagioli e piselli), broccoli, fichi e tutti i vegetali a foglia verde. Naturalmente gli alimenti devono essere esclusivamente biologici.

La tisana di coda cavallina (equiseto) apporta una buona dose di calcio al nostro organismo, oltre a depurare i reni e rimineralizzarlo, e il the Bancha è un altro ottimo apportatore di calcio.

Va ribadita inoltre l’importanza dell’esercizio fisico, l’osso si comporta come qualunque altra parte del nostro corpo, con l’inutilizzo tende infatti ad atrofizzarsi

Perché il calcio possa espletare al meglio la sua funzione, deve quindi essere accompagnato da magnesio, fosforo e dalle vitamine A, C, D e possibilmente dalla vitamina E. Per la stabilità ossea sono necessari la vitamina A, il magnesio e il fluoro.

CIBI CHE CONTENGONO CALCIO

ALGHE
Agar agar 100 gr 400
Dulse 100 gr 567
Hiziki 100 gr 1.400
Kelp 2 cucchiai 1.093
Kombu 100 gr 800
Wakame 100 gr 1.300

BEVANDE
Birra 33 cl 14
Caffè 17cl 13
Latte di soia 100 gr 47
Tè 23 cl 5
Vino bianco 10 cl 7
Vino rosso 10 cl 7

CEREALI E DERIVATI
Ciambelle lievitate 1 13
Cracker 1 1
Crepes integrali 10 cm 50
Crepes normali 10 cm 27
Crepes di saraceno 10 cm 59
Farina d’avena 1 tazza 20
Fiocchi di frumento 1 tazza 56
Focaccia integrale 1 42
Frumento integrale 1 tazza 49
Frumento soffiato 1 tazza 3
Germe di grano 1 tazza 50
Grano saraceno 1 tazza 33
Granola 1 tazza 71
Mais 1 tazza 7
Miglio 1 tazza 45
Pane di mais 5 cm 54
Pane integrale 1 fetta 40
Pasta integrale 110 gr 20
Pizza margherita 35 cm 14
Riso brillato 1 tazza 11
Riso integrale 1 tazza 64
Riso soffiato 1 tazza
Rosette integrali 1 37
Semolino 1 tazza 51
Torta di zucca 1/6 76

FRUTTA SECCA
Albicocca 5 16
Fichi 10 269
Mela 10 anelli 9
Pera 5 59
Pesca 5 37
Uvetta 1 tazza 46

LEGUMI
Ceci 1 tazza 300
Fagioli bianchi 1 tazza 95
Fagioli borlotti cotti 1 tazza 257
Fagioli lima cotti 1 tazza 54
Fagioli neri secchi 1 tazza 131
Fagioli rossi 1 tazza 70
Lenticchie cotte 1 tazza 50
Piselli secchi cotti 1 tazza 22
Tofu (ricotta di soia) 100 g 100
Fagioli di soia cotti 1 tazza 131

SEMI
Arachidi 1 tazza 104
Burro di arachidi 1 cucchiaio 11
Castagne arrostite 100 g 83
Castagne fresche 1 tazza 43
Mandorle 1 tazza 332
Nocciole 1 tazza 282
Noci 1 tazza 99
Semi di girasole 1 tazza 174
Semi di sesamo 1 tazza 165
Semi di zucca 1 tazza 71
Tahin 1 cucchiaio 64

VERDURE
Broccoli 1 tazza 42
Broccoli al vapore 1 tazza 136
Carciofo romano 1 61
Carota 1 tazza 30
Cavolfiore 1 tazza 28
Cavolini di Bruxelles 1 tazza 36
Cavolo 1 tazza 32
Cavolo cinese 70 g 74
Cavolo rapa 1 tazza 90
Cetrioli 1 tazza 14
Cipolle verdi 1 tazza 53
Crauti 1 tazza 85
Crescione 100 9 151
Fagiolini 1 tazza 41
Foglie di cavolo 1 tazza 357
Foglie di rapa 1 tazza 105
Foglie di rapa a vapore 1 tazza 267
Germogli di alfa alfa 1 tazza 10
Piselli 1 tazza 36
Porro 1 tazza 73
Prezzemolo 1 tazza 122
Rape 1 tazza 51
Sedano 1 tazza 44
Zucca 1 tazza 57
Zucchine 1 tazza 36

Fonti:

Come alimentarsi per acquistare salute, Edizioni Miche Manca, via Pinetti, 91/4 – 16144 Genova.

Latte e formaggio, Associazione per la protezione della salute, via Isei, 29/31, 47023 Cesena (FO).

Cibo e guarigione, Annemarie Colbin ed. Mediterranee

http://www.viveremeglio.org

http://www.laleva.cc/

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