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ll glutammato di sodio

12 marzo 2010

il glutammato di sodio, uno dei più comuni additivi dell’industria alimentare, tanto che presenzia nei dadi da brodo, nelle salse, nel scatolame, nei prodotti congelati (patatine fritte, verdura alla piastra, ..), nei salumi, in alcuni prodotti da forno, nei piatti già pronti (tortellini, primi, ..), in alcuni snack, nei liofilizzati, nelle maionesi, e in molti altri cibi ancora.

Viene usato per conferire gusto e sapore a cibi che, a causa di coltivazioni intensive e trattamenti industriali stressanti, non ne hanno più alcuno.

Il dott. John Olney (psichiatra dell’Università di Washington) dimostrò che tale additivo causa danni al cervello in animali neonati, e può portare a malattie neurodegenerative,  così come gli studi del dott. D.Newhouse e il dott. J.P.Lucas scoprirono che mangiare glutammati porta a gravi disturbi: alla distruzione rapida ed irreversibile delle cellule della retina dell’occhio, danneggia i dendriti nel cervello, causa danni all’ipotalamo, favorisce obesità, disturbi comportamentali, alterazioni endocrine, rachitismo, epilessia e infertilità. Per non dimenticare anche sintomi quali cefalea, nausea, contrazioni muscolari dolorose e problemi digestivi.

Entrando poi nel merito del comune dado da brodo, scopriamo essere composto per la metà di sale raffinato, e la parte rimanente di glutammato monosodico assieme ad estratto di carne ottenuto dalla bollitura di carni non utilizzabili altrimenti… I dadi da brodo possono essere considerati a tutti gli effetti, sostanze stimolanti del sistema nervoso, quindi altamente controindicati in gravidanza e nell’alimentazione dell’infanzia, senza dimenticare le persone con problemi di reni, fegato, ipertensione arteriosa, ecc.

In Italia gli esaltatori di gusto sono considerati sostanze “naturali” a tutti gli effetti, e quindi non rientrano nella categoria di additivi artificiali, regolati dalla legge. Quindi la legge non tutela il consumatore, in quanto la non obbligatorietà della dichiarazione fa sì che non si possa distinguere fra prodotti trattati e non trattati.

Alternative? Essenzialmente due. La prima, quella di usare prodotti naturali/biologici, in quanto ricchi di gusto proprio. La seconda, quella di utilizzare le polveri e i dadi biologici a base di verdure liofilizzate e biologiche, che donano un gusto più marcato alla nostra mensa. Anche se meglio sempre re-inventare molti dei nostri piatti con un po’ di fantasia assieme ad erbe come timo, maggiorana, basilico, salvia, rosmarino, e chi più ne ha, più ne metta.


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