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L’ESERCIZIO FISICO AIUTA A PROTEGGERE LA MEMORIA

11 maggio 2010

(AGI) – Londra, 7 mag. – L’attivita’ fisica contribuisce a proteggere la
memoria innescando la rigenerazione delle cellule cerebrali che si perdono
con l’eta’, a causa di lesioni o per il morbo d’Alzheimer. Lo ha dimostrato
un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Immunobiologia Max Planck
Institute di Friburgo (Germania) in uno studio pubblicato sulla rivista Cell
Stem Cell. La scoperta potrebbe portare a nuovi modi per affrontare la
perdita di memoria provocata da diverse cause. Prima si pensava che dalla
nascita in poi le cellule cerebrali morte non potevano essere sostituite.
Ora, invece, sappiamo che almeno alcune cellule nervose possono essere
rigenerate nell’ippocampo, la regione del cervello che svolge un ruolo
chiave nell’apprendimento e nella memoria.

Tuttavia, una gran parte delle cellule staminali che danno origine a nuovi
neuroni restano dormienti negli adulti. La nuova ricerca, condotta sui topi,
dimostra come queste cellule possono essere “risvegliate” in seguito ad
attivita’ fisica o ad attacchi epilettici. Gli scienziati tedeschi hanno
scoperto che i topi fisicamente attivi sviluppano i neuroni nell’ippocampo
in piu’ rispetto agli animali inattivi. “L’esercizio promuove la formazione
di nuovi neuroni”, ha detto Verdon Taylor, che ha coordinato lo studio.
Anche l’attivita’ cerebrale anormale, come quella che si verifica durante le
crisi epilettiche, e’ risultata in grado di innescare la generazione dei
neuroni. Secondo Taylor, l’eccessiva formazione di nuove cellule nervose
svolge un ruolo nell’epilessia.

Gli scienziati hanno identificato diverse popolazioni di cellule staminali
neuronali nel cervello dei topi, alcuni delle quali erano attive e altre
dormienti. “Nei topi giovani, le cellule staminali si dividono quattro volte
piu’ frequentemente che negli animali vecchi”, ha affermato Taylor.
“Tuttavia, il numero di cellule negli animali piu’ vecchi e’ solo
leggermente inferiore. Pertanto, le cellule staminali neuronali non
scompaiono con l’eta’, ma sono tenuti in riserva”, Nei topi fisicamente
attivi, alcune cellule staminali precedentemente dormienti sono state viste
‘ritornare in vita’ e iniziare a dividersi. Altre cellule staminali
sporadicamente dormienti sono state influenzate dall’attivita’ fisica ma
svegliate da crisi epilettiche. Un modello simile di cellule staminali
attive e inattive probabilmente vale anche per il cervello umano, secondo
gli scienziati. E’ quindi probabile che le cellule staminali dormienti
potrebbero essere riattivate negli esseri umani allo stesso modo dei topi.

salute.agi.it

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