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Dove butti l’olio della padella?

1 novembre 2011
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Sai  dove buttare l’olio della padella dopo una frittura fatta in casa?
Se sei solito buttare l’olio usato nel lavandino della cucina o in qualche scarico, questo è uno dei maggiori errori che puoi commettere.

Forse non tutti sanno che ciò che resta in padella, l’olio esausto, può far danni ancor maggiori se non smaltito correttamente. Dal lavandino, attraverso la rete fognaria, l’olio esausto raggiunge gli impianti di depurazione causandovi gravi danni dagli elevati costi economici.

Versato in uno specchio d’acqua, un solo litro d’olio è capace di formare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio riducendone pericolosamente l’ossigenazione e di rendere non potabile un milione di litri d’acqua (più o meno il consumo di acqua di un individuo per ben 14 anni). E’ capace, disperso nel suolo, di impedire l’assunzione delle sostanze nutritive da parte della flora e, rientrando nella catena alimentare, come mangime per gli animali ad esempio, ha conseguenze nefaste anche sulla nostra salute.

Oltre che evitare danni ambientali, riciclare l’olio esausto consente notevoli vantaggi economici: attraverso i processi di trattamento e riciclo si ottengono prodotti di elevata qualità come lubrificanti vegetali per macchine agricole, estere metilico per il biodiesel, glicerina per la saponificazione, combustibile per recupero energetico. Ma anche, come abbiamo visto con Revivoilanche lubrificanti eco-friendly per automobili. Il recupero delle 280.000 tonnellate di olio esausto che l’Italia produce ogni anno genererebbe in poche parole un valore recuperato stimabile intorno agli 84 milioni di euro. Ad oggi, purtroppo, sono ancora rarissime le campane per la raccolta differenziata degli oli esausti posizionate in città, prolificano invece con successo le iniziative di numerose associazioni al fine di sensibilizzare, educare, informare la collettività circa la necessità e l’urgenza di tale pratica.

Nell’attesa che venga organizzata una filiera più capillarmente distribuita ciò che potete fare è portare l’olio della vostra frittura a qualche ristorante vicino casa che effettua, per legge, il riciclo degli olii esausti o contattare l’azienda di raccolta e recupero più vicina. L’elenco, suddiviso per Regione è disponibile sul sito del CONOE che ricorda come la raccolta dei cittadini sia di competenza del Comune al quale gli stessi devono rivolgersi per conoscere l’ubicazione delle isole ecologiche attrezzate con il contenitore per il rifiuto.

Effettivamente oggi, pur essendo ancora indietro, aumentano i comuni che si stanno attrezzando in attesa ancora del Decreto attuativo per il contributo ambientale, ma con un piccolo sforzo in più da parte di tuttti, si può far in modo che la nostra frittura risulti più leggera: se non per il vostro fegato, almeno per la natura.

fonte: http://www.greenme.it

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