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Lotta al cancro, nuove speranze da un integratore

9 ottobre 2013
Nasce un gruppo di sostegno alle ricerche di Ercole Cavalieri, autore di scoperte fondamentali sull’origine dei tumori

Articolo di Pierluigi Ghiggini (pierluigi.ghiggini@gmail.com) tratto da: Il giornale di reggio.it

REGGIO EMILIA (9 ottobre 2013) – Le ricerche sono arrivate a conclusioni chiare. Esistono sostanze che possono bloccate sul nascere, in modo decisivo, la formazione dei tumori più diffusi. Eppure questi studi vengono sistematicamente ignorati: ai loro autori è inibito l’accesso alla sperimentazione clinica e ai relativi finanziamenti. La ragione va probabilmente individuata nel fatto che tali sostanze anti-cancro sono ampiamente disponibili e a basso costo, mentre le multinazionali farmaceutiche hanno il potere di indirizzare la ricerca verso cure estremamente differenziate e ad alto costo.
E’ la ragione per cui un gruppo di persone fra Sassuolo e Reggio ha deciso di promuovere un gruppo di sostegno alle ricerche del professor Ercole Cavalieri  (nella foto), scienziato originario di Campagnola e da decenni all’università del Nebraska di Omaha.
Cavalieri, di cui il GdR si è occupato a più riprese, è un pioniere della prevenzione del cancro: per primo ha individuato negli estrogeni la chiave per comprendere il meccanismo di attivazione di numerose neoplasie, ma anche di patologie del cuore e del cervello. E per primo ne ha spiegato il processo chimico dimostrando con osservazioni su gruppi di malati, di pazienti a rischio e persone sane, l’efficacia di potenti antiossidanti come il resveratrolo e la N-acetilcisteina nel bloccare “al primo gradino” l’avvio del processo di cancerogenesi.
Il resveratrolo è contenuto in diversi vegetali, in particolare del graspo dell’uva: viene studiato in tutto il mondo per diversi tipi di impiego, e da qualche tempo anche per la sua possibile efficacia nella cura (e non solo nella prevenzione) di determinati tumori. Al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia un protocollo di ricerca sul linfoma di Hodgkin, coordinato dal dottor Raffaele Frazzi di Biologia Molecolare, ha portato a primi risultati di grande interesse sull’azione del resveratrolo come attivatgore del meccanismo di autodistruzione delle cellule malate.
Tuttavia non è questo il tema delle ricerche di Cavalieri, che invece ha concentrato decenni di ricerche proprio sulla prevenzione, arrivando a conclusioni incontrovertibili.
Negli Stati Uniti viene già prodotto un integratore sulla base della “ricetta” di Cavalieri: si chiama Forza Vitale – Lifeline ed è fondamentalmente costituito dall’associazione di resveratrolo e N-acetilcisteina con la vitamina D. Le informazioni sono disponibili sul sito http://www.forzavitalehealth.com
La decisione di costituire il gruppo di sostegno è maturata in via informale a margine della conferenza tenuta proprio da Cavalieri il 12 settembre scorso, all’hotel Michelangelo di Sassuolo, su iniziativa della onlus Per Vincere Domani (che da vent’anni si occupa di assistenza ai pazienti e di sostenere il day hospital oncologico di Sassuolo) insieme al Centro medico sassolese. Fra i promotori dell’iniziativa l’imprenditore Pier Luigi Tosarelli e Monica Guerra, che la settimana prossima volerà a Omaha per incontrare il professor Cavalieri. «E’ un impegno – afferma Monica Guerra – che mira a diffondere l’informazione sulle ricerche di Cavalieri, a raccogliere fondi e riunire volontari al fine di ottenere tutte le autorizzazioni per l’avvio della sperimentazione sull’uomo, passaggio essenziale per ottenere il pieno riconoscimento dell’integratore come preventivo anti-cancro da parte del ministero della Salute».
Intanto è imminente la pubblicazione negli States di una monografia scientifica firmata da Cavalieri insieme dalla dottoressa Eleanor Rogan, sua collaboratrice storica: sarà il la summa definitiva di decenni di ricerche, di come si è arrivati a scoprire il processo di chimico di attivazione dei tumori e perchè resveratrolo e N-acetilcisteina (ma domani potrebbero essere individuate altre sostanze) sono particolarmente efficaci nelle prevenzione.
Nella sua conferenza di Sassuolo il professore dello Eppley Institute, per lungo tempo direttore del Centro di ricerca sul cancro dell’Università del Nebraska, ha esposto alcune acquisizioni fondamentali dei suoi studi, su cui ha scritto centinaia di articoli studiati in tutto il mondo.
Cosa c’entrano gli estrogeni nell’attivazione del meccanismo che può provocare lo sviluppo dei tumori più diffusi? E come agiscono le sostanze individuate da Cavalieri?
Il professore lo ha spiegato per sommi capi, entrando anche in alcuni dettagli del processo chimico da lui scoperto diciotto anni fa all’università del Nebraska.
La scoperta fondamentale compiuta nel 1995 – ha spiegato – riguarda il fatto che gli estrogeni (ormoni presenti nell’organismo maschile e femminile) sono la chiave di volta dell’iniziazionesia  di numerosi tumori, sia di patologie cardiovascolari e neurovegetative. Esistono metaboliti ossidativi degli estrogeni che interagiscono col nostro dna e per questa via diventano responsabili di mutazioni capaci di attivare il cancro al seno, alla prostata e altri tipi di tumori. Questi metaboliti producono “addotti” capaci di esercitare una specie di attrazione fatale verso due delle quattro ”basi” del Dna, guanina e adenina, che addirittura “saltano fuori” dal codice genetico e di conseguenza attivano il meccanismo di riparazione della catena del Dna. E’ in questa fase, moltiplicata per milioni di volte che possono avvenire le mutazioni all’origine del cancro.
Il ragionamento è lineare: se si blocca questo processo, riportando in equilibrio il metabolismo degli estrogeni, il meccanismo del cancro viene fermato al suo primissimo scalino. In base alle osservazioni condotte su gruppi di donne  (tumore al seno) e di uomini (tumore alla prostata), oltre che per il linfoma non Hodgkin, si è dimostrato che resveratrolo e N-acetilcisteina per ragioni diverse riducono il rischio praticamente a zero. Nei prossimi mesi saranno pubblicati anche i risultati, statisticamente significativi, per il cancro alle ovaie.
Nel corso della serata di Sassuolo Cavalieri ha lanciato un appello perché si possa arrivare in Italia a una sperimentazione con tutti i crismi: «Avrebbe costi limitati, e già nel giro di un anno otterremmo risposte importanti. Io sogno che possa essere l’Italia a intraprendere per prima questa strada a beneficio dell’umanità». Il gruppo di sostegno è una prima, significativa risposta.

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