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Il consumo quotidiano di tè sembra proteggere dal rischio di declino cognitivo

6 maggio 2017

Secondo uno studio condotto dal Prof. Feng Lei del Dipartimento di medicina psicologica presso la National University of Singapore’s (NUS) Yong Loo Lin School of Medicine, il tè sembra in grado di ridurre il rischio di sviluppare negli anni della vecchiaia disordini neuro-cognitivi.
Secondo le attuali conoscenze, questo beneficio a lungo termine del tè, sarebbe dovuto ai componenti presenti nelle foglie, come catechine, teanine, teaflavine, tearubigine, che hanno un potenziale antinfiammatorio e antiossidante e altre proprietà  che possono proteggere il cervello dal danno vascolare e neuro-degenerativo.

Secondo lo studio che ha coinvolto 957 cinesi anziani dai 55 anni in su, si è scoperto che il consumo regolare di tè riduce del 50% il rischio di declino cognitivo, mentre i portatori di Apolipoproteina E (ApoE) che sono geneticamente a rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer, possono giungere fino a una riduzione dell’86% del rischio di declino cognitivo. Il gruppo di ricerca avrebbe scoperto  che il ruolo neuro-protettivo del tè non è limitato solo a un particolare tipo di tè – verde, nero, oolong – purché le foglie siano state sottoposte a fermentazione.

Il gruppo di ricerca ha pubblicato i propri risultati nel December 2016 sulla rivista scientifica The Journal of Nutrition, Health & Aging.
(Science daily, March 16, 2017)

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